giovedì 23 settembre 2010

TGFLASH Edicole!

Tanti sono i punti che stridono nel settore Editoriale. Ma finché nessuno dirà pubblicamente e liberamente quanto sia effettivamente critico questo mercato e quanto sia oramai fragile la rete di vendita niente cambierà. Chi ci deve rappresentare è incapace di sostenere le nostre necessità, predica in una certa maniera ma poi va al ristorante con chi dovrebbe solo vedere in tribunale o nei tavoli istituzionali. Come la pensiamo è oramai manifesto.Noi non cambieremo il mondo ma la coscienza ce l’abbiamo pulita perché facciamo il nostro dovere. Chi invece si nasconde dietro le parole o dietro la cravatta o si tira indietro all'ultimo minuto...è solo complice del degrado che ci circonda. Buona visione! o buona lettura!

 Documento

OGGI PARLIAMO DI PROBLEMI DELLE EDICOLE/ RIVENDITE ESCLUSIVE REGOLATE dall’ accordo Nazionale, in vigore dal gennaio 2006 che regola tutto il procedimento di distribuzione e vendita delle testate.
La rete di vendita ha sempre avuto l’obbligo di dover porre in vendita tutto il prodotto inviato dalle agenzie di distribuzione, garantendo la parità di trattamento tra tutte le testate presenti nel punto vendita.
Questo nobile principio, però è stato oggetto negli anni di fenomeni “distorsivi”, tanto da aver generato tutto un mondo di prodotti paraeditoriali e ibridi che usufruiscono di un canale di vendita dedicato in maniera assolutamente impropria, tutelati da una legge dello Stato pur non avendone alcun diritto, a danno di un’ intera categoria commerciale.

Il problema è che per poter sostenere l’onere del mantenimento della parità di trattamento è necessario un ritorno economico che possa sopperire ai numerosi invenduti, ma quando non vengono inviati prodotti di ampia richiesta alla rete di vendita e si riscontra un eccesso di titoli soggetti a vendita zero, si crea uno squilibrio finanziario in grado di creare insofferenza, insolvibilità e quindi fallimenti nella rete di vendita.
Il vigente Accordo Nazionale, rende la figura del rivenditore finale assolutamente passiva rispetto al distributore e agli editori:

1-nel momento della ricezione della merce perché non può scegliere quali pubblicazioni tenere, ne i quantitativi
2-nel momento in cui le numerose pubblicazioni provenienti da “Presunti editori”, che sono soggette ad un reso del 90%, devono sempre essere presenti in ogni rivendita.
Gli edicolanti le liquidano anticipatamente, generando così finanziamenti a favore dei distributori locali, poiché queste pubblicazioni con periodicità mensile, in edicola per 30/45 giorni, vengono liquidate dagli edicolanti dopo meno di 7 giorni, e scontate con il ritiro del reso, dopo i 40 giorni. Questa modalità genera solo costi, l’edicolante sarà così costretto ad esporsi in prima persona finanziariamente.
3-nel momento in cui l’edicolante è soggetto a sottoforniture, perché il distributore è sempre sfornito, o per il fatto che le più grandi case editrici, per sostenere in maniera minore il peso del materiale reso stanno inviando pubblicazioni di ampia richiesta in quantità nettamente inferiore a quanto necessario all’edicole, quindi con invii inferiori alle richieste dei clienti.
4-nel momento in cui devono subire perdite di clientela a seguito di forme promozionali inserite in forma “parassitaria”all’interno delle pubblicazioni, cioè quando i grandi editori propongono abbonamenti anche all’80% di sconto, senza dare la possibilità agli edicolanti stessi di fare da tramite sotto giusto compenso sponsorizzando le stesse promozioni.
5-nel momento in cui il distributore locale imposto non sostituibile dagli edicolanti li sottomette con regime monopolistico, garantendosi controllo e accesso del mercato editoriale/distributivo, nel suo continuo autoregolarsi attraverso “Accordi tra editori-distributori”.
6- nei vari momenti operativi del lavoro dell’edicolante:

A) quando comunica al distributore le richieste di accrediti per differenze di pubblicazioni, tra quanto scritto sulla bolla di consegna e quanto ricevuto, ma e’ facoltà del distributore locale riconoscere gli accrediti, a volte li riconosce 24 ore dopo, a volte dopo settimane e spesso mai.
B) quando compila la bolla di reso fornitagli sempre dal distributore per l’accredito delle
pubblicazioni rese, il distributore dovrebbe accreditare il prodotto riscontrato, ma gli
accrediti sono di gran lunga errati. A questo punto l’edicolante visti gli errori per
merce resa ma non accreditata, scrive al distributore atto formale richiedendo l’accredito, ma il distributore raramente gli riconosce gli accrediti, e l’edicolante è costretto a pagare quanto richiesto dal distributore locale, poiché non pagare l’importo richiesto comporta la sospensione delle forniture.
Pur ritenendo necessario che ci debbano essere regole di settore, è anche vero che tali “Accordi tra le parti” hanno generato su tutto il territorio:
1.evasione dell’ I.V.A. legalizzata nell’ immettere prodotto soggetto ad aliquota del 20%,con I.V.A. al 4%. Si hanno così ombrelli, occhiali, deodoranti, disinfettanti…con obbligo di parità di trattamento al pari di un quotidiano nazionale….
2. Abuso di posizione dominante da parte dei distributori Locali e Nazionali, pena la sospensione delle forniture e chiusura dell’attività.
3. Impossibilità da parte della rete di vendita di influire sugli acquisti di prodotto ( per legge) pena la sospensione o il fallimento delle attività, per l’obbligato alla parità di trattamento tra autorevoli prodotti che dispensano cultura e informazioni con occhiali, coltelli, piante….

IN CONCLUSIONE POSSIAMO DIRE CHE:

Una contabilità certa, a partire dall’acquisto della carta da parte delle imprese editoriali, fino alla vendita nelle edicole abbatterebbe:
-anomalie normative e contabili
-diatribe inerenti i numeri di tiratura
-diatribe inerenti merce consegnata
-diatribe inerenti merce realmente venduta
-diatribe inerenti merce realmente resa

Anche qui a Torino, la situazione degli edicolanti è molto grave. I prodotti altovendenti si vedono con il contagocce, i due Dl operanti, inviano parecchio materiale di bassa vendita, e non applicano il contratto estimatorio, pagando in anticipo la merce…. Mettono in ginocchio il già risicato guadagno degli edicolanti.

Non parliamo poi della merce in conto deposito, in prevalenza invendibile, data all’edicolante con la speranza che la venda, o che comunque al momento della resa se ne dimentichi la collocazione, pagandola quindi comunque.
Il rapporto tra l’edicolante ed il DL non è affatto paritario, contesto palese che si evince dal quotidiano controllo delle bolle, e guai lamentarsi, ma se si ritarda con un e/c, guai, i garbati avvisi di ritorsioni sono immediati. Non parliamo poi, degli sconti scandalosi degli editori agli abbonati, hanno portato alla chiusura di parecchie edicole ed altre rischiano di accodarsi alla chiusura.

Le edicole sono informazione, cultura, conoscenza e costruzione di coscienze individuali!Le edicole stanno affondando, c’è qualcuno che vuole partecipare alla loro salvaguardia, per salvaguardare l’informazione?


3 commenti:

  1. Dimenticavo...un ringraziamento a Flavio,Antonella,Alessandro,Dino e Sofia. Mi dispiace non poter ringraziare le altre due persone che.........

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  2. ottimo lavoro, ma siamo sicuri di poter parlare per tutti gli edicolanti?
    perchè so per certo che ci sono edicolanti che
    fanno accordi con il distributore per poter dilazionare l'E/C
    per farsi fare la resa a specchio
    per essere un po' disonesti quando riceve dei prodotti in più non segnalati in bolla e non renderli oppure segnalarli
    per acquistare prodotti editoriali che arrivano da altre destinazioni
    per essere contenti quando un suo collega vicino a lui chiude perchè così aumenta le vendite.
    siamo sicuri che..........

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  3. Ma..siamo obbligati a ritirare tutto anche quando il negozio è piccolo, paese piccolissimo, ed obbligati a perdere la giornata ad inserire sul computer giornali che non andranno mai...e oltretutto non avere lo spazio per tenerli ..messi in scatoloni nel retro..Ma anche li, posto finito..devo portarmeli a casa perché obbligata a prendere tutto ciò che vogliono darmi?
    P.s. quello che si venderebbe manca sempre..le porcate che non vanno, arrivano a valanghe!!!

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